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Display Italia : È Dietlin il campione del tecno-display.

Marco Oltrona Visconti

Mercedes benz, Nestlé e Philip Morris si sono affidate al produttore svizzero con lavori che poi hanno portato Hublot a collaborare per una serie di progetti di grande complessità tecnologica. Un successo arrivato dopo una carriera calcistica che stava prendendo il volo quando…

Display Italia : È Dietlin il campione del tecno-display.

È un personaggio interessante Xavier Dietlin e i fatti dicono che sicuramente si tratta di una personalità eclettica.
Nato il 5 novembre 1969, dopo un grave infortunio che ha portato alla fine della sua carriera calcistica (3 selezioni ufficiali con la nazionale svizzera sotto Roy Hodgson), è entrato a far parte dell’azienda di famiglia nel settore delle costruzioni metalliche. Da allora in soli 10 anni, la Dietlin Artisans métalliers, questo il nome dell’azienda paterna, ha spostato l’attenzione verso le vetrine con una forte enfasi sull’innovazione. Così l’industria orologiera iniziò ad affidare a Dietllin una serie di progetti estremamente complessi in tutto il mondo. Progetti singolari e seguiti da vicino da gioiellerie, prestigiosi musei e multinazionali tra cui Mercedes Benz, Nestlé e Philip Morris. Come spiega lo stesso Xavier: “L’infortunio, è stato per me un’opportunità. Anche se mi piace molto il calcio, ora ci sono mille altre cose che mi interessano nella vita. Tutto è iniziato così: un giorno Cartier ci ha chiesto di partecipare a un concorso. Cia siamo classificati ultimi, ma questa lezione ha fatto si che in 15 anni arrivassimo a lavorare per i più grandi marchi del settore”. La svolta si è presentata nel 2005 quando per conto di Hublot, Dietlin Artisans ha realizzato l’arredo espositivo Raptor, una soluzione che ha cambiato per sempre il modo di esporre gli oggetti di lusso. Questo primo modello, come le successive implementazioni, consentiva di osservare gli orologi di valore da distanza molto ravvicinata, senza coperture o calotte di vetro e con il massimo livello di sicurezza. Infatti, anche nei dispositivi modello Raptor più attuali, nel momento in cui l`astante prova a toccare il prodotto, un meccanismo di antitaccheggio lo ritrae, in appena un decimo di secondo (1/10), all’interno di un case blindato. Un quasi “libero tocco” insomma, cui nessuno aveva mai pensato.

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“Ho ideato il progetto di Raptor in 15 minuti a Nyon insieme a Jean-Claude Biver – dice Dietlin riferendosi all’AD Lussemburghese di Tag Heuer che detiene anche quote societarie di Hublot-. Oggi il mio processo creativo è diverso ma mai lo stesso: sono molte persone mi aiutano, ma alla fine nasce sempre un prodotto che assomiglia a me”.

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Un sistema simile a Raptor è Captur più utile per l’esposizione di prodotti rari e utilizzato per l’esposizione AP House Hong Kong, un attico situato nella torre H Queen che si dipana su una superficie di 2.700 piedi quadrati. Il lussuoso appartamento è stato predisposto dalla dirigenza del brand Audemars Piguet per offrire ospitalità ai suoi clienti che possono disporne come se fosse casa propria o per incontri sociali e riunioni di lavoro. Progettato per immaginare sarebbero vissuti oggi i fondatori Jules Louis Audemars e Edward Auguste Piguet presenta i più pregiati arredi moderni e anche gli accessori più lussuosi. Notevole la collezione di orologi. In merito al concetto di lusso Xavier Dietlin ha spiegato che: “Ciò che vuole il mercato del lusso non ha importanza. Quello che conta è ciò vogliono i clienti del lusso. Sono loro a fare il mercato oggi. Personalmente sono ispirato dalle nuove generazioni e da ciò che ci si aspetta da un marchio. Dobbiamo vivere il nostro tempo insomma”.

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Nella versione Raptor vista all’ultimo Baselworld l’aggancio Security C-Ring garantisce un ancoraggio solido e sicuro del cinturino all`imprendibile basetta. Il sistema espositivo alloggia anche Swipe, un dispositivo digitale interattivo, che tramite il passaggio della mano sopra altri due sensori proietta le info di prodotto sul monitor di supporto. Questa nuova versione è di fatto un restyling della prima e ora è anche una vetrina intelligente in grado di comunicare con il pubblico. Grazie a un avatar con le fattezze di robot proiettato sullo schermo accanto che invita l’utente a familiarizzare e ad avvicinarsi, ma non troppo: chiedendo di fare un passo indietro qualora si superi la distanza di sicurezza. Nel rispetto dei canoni dell’intelligenza artificiale tanto di moda oggi, il dispositivo può anche autogestirsi, mettendosi in standby per la notte. Complessivamente in dieci anni ne sono state realizzate circa 200 unità. “Progettiamo e produciamo tutti i nostri display in Svizzera –dice Dietline di solito lavoro solo con le aziende nel circondario di Losanna, in prossimità della Silicon Valley Svizzera, il posto cui i californiani hanno rubato il nome”.

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Un altro esempio eccellente del lavoro di Dietlin Artisans è The Art of fusion, più che un display una scultura che presenta prodotti e immagini mediante l’arte della fusione in cui 13 schermi sincronizzati presentano 8 prodotti. Un’installazione, così è riconducibile al campo del digital signage. Si tratta di un disposivo che nella sua funzionalità può esprimere una vera e propria performance digitale.

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